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Quando pensiamo ad un luogo che vorremmo visitare, la  prima idea che ci attraversa la mente, è sicuramente un’immagine. Se ci documentiamo su un posto che vorremmo conoscere, eccoci a cercare foto sul web, o magari a chiederle ad amici e conoscenti che ci sono già stati.

In qualche modo cerchiamo di prefigurarci uno scenario, di anticiparne l’aspetto, tanto da portare con noi un’immagine predefinita del luogo che può essere confermata o meno (nel bene o nel male), tanto da restare delusi del posto in cui ci troviamo, o al contrario, restarne incantati.

Vogliamo con questo articolo, porre l’accento su come usare bene i vostri sensi in viaggio, per massimizzare i benefici della vacanza.

 

Usare i cinque (o sei) sensi

I nostri occhi

I sassi di Matera by night

Quanto è bello vedere cose nuove? Ogni volta che viaggiamo, cerchiamo di catturare quello che abbiamo di fronte cercando di fare foto e video.

Ma quante volte ci riusciamo? Nonostante costose attrezzature, talento oggettivo e ottiche mirabolanti, la risposta  è: quasi mai.

Perché? Avere consapevolezza di un luogo, non passa solo attraverso gli occhi, ma è un’esperienza multi-sensoriale di fronte alla quale spesso restiamo attoniti, storditi ed incredibilmente appagati.

Ed è per questo, per aiutarvi a conoscere un luogo attraverso ogni senso e per portare la vostra avventura ad un livello superiore, vi invitiamo a proseguire nella lettura per conoscere come avere un’esperienza totalizzante. Il primo passo è imparare a concentrarci per utilizzare al meglio il resto dei nostri sensi.

Il ruolo del tatto

Il nostro corpo e la nostra mente, infatti sono uno strumento straordinario: possiamo conoscere un luogo anche tramite la nostra pelle, per il vento che ci soffia addosso, o l’aria più umida o secca.

Se indossiamo abiti differenti, comprati in loco, ci capiterà sempre attraverso il tatto di  sperimentare un tessuto mai provato sul corpo. Possiamo farci coccolare dalla sabbia più fine o dal mare più caldo. Avremo l’occasione di sederci ad ammirare un tramonto su una roccia a picco sul mare che ci farà percepire durezza e asperità  e così via.

Se visitiamo un monumento, un corso d’acqua, uno scenario mai incontrato prima, non perdiamo l’occasione di usare le nostre mani per conoscere ciò che abbiamo di fronte. Avete presente quello che fanno i bambini da piccoli?

Ovviamente non dovete mettervi in bocca ciò che avete davanti: ma focalizzarvi su ciò che arriva alla vostra mente, nel manipolare letteralmente un luogo mai esperito prima.

 

Mettere alla prova il palato

Elina ed il caffè ai pistacchi di Bronte

Alzi la mano chi non desidera provare la cucina tipica di un luogo! Assaggiare nuove pietanze o bevande, permette al nostro palato sconosciute sensazioni e ci fa conoscere alcune parti in più di quello che siamo, di quello che ci piace, ma anche di quello che non fa proprio per noi!

Sia che vi troviate a bere il tè nel deserto con i touareg, oppure a gustare la ginja a Lisbona, o ancora a cimentarvi nel mangiare le cavallette in Africa o Asia, ogni esperienza gastronomica provata, fare nascere in voi nuove passioni o nuove repulsioni.

 

La colonna sonora di un viaggio

Che importanza ha il suono? Immaginate il rumore assordante di una via di Bangkok o i suoni all’ora di punta sul raccordo anulare della Capitale. Vogliamo parlare poi di un giorno qualunque nei mercati di Ballarò a Palermo o di Montesanto a Napoli? Pensate anche però ai suoni del bosco, del mare o del vento sulle cliffs irlandesi. Quanto cambia ciò che sentite con le vostre orecchie, l’esperienza?

A seconda di ciò che state cercando, pensate anche all’ambiente come una colonna sonora. Se progettate di rilassarvi, riflettete se sia sensato andare in una grossa città, ma non è nemmeno detto dobbiate scappare in un eremo a 2000 metri di altezza.

Ovvio che non tutti hanno la possibilità di viaggiare di continuo ed è importante ponderare bene la scelta, anche in base alle nostre aspettative.

Spesso le migliori scelte, stanno nel compromesso: per esempio in Nord Europa, troverete diverse città in cui gli scenari rilassanti ed i più moderni e chiassosi, sono perfettamente coniugati. Sia che viaggiate soli o in compagnia, cercate mete che possano offrire più scenari esperienziali.

 

L’olfatto: un senso sottovalutato

Il profumo caldo dei girasoli

Molte persone dicono di non badare agli odori o addirittura di non sentirli. Nulla di più sbagliato! Molte volte gli odori non arrivano semplicemente ad un livello di consapevolezza.

L’olfatto è il senso più antico: si lega alla paleo-corteccia cerebrale (una struttura ancestrale del nostro sistema nervoso) ed ha una forte correlazione con la memoria. Vi sarà capitato tante volte che un odore, all’improvviso, facesse riaffiorare in voi un ricordo lontano. Pensiamo poi ai feromoni (ormoni secreti dalle ghiandole esocrine).

Questi arrivano al nostro naso e sono in grado di scatenare comportamenti e reazioni fisiologiche fra gli esseri umani. Spesso quando una persona non ci piace “a pelle”, può semplicemente significare che non ha “l’odore giusto” per noi.

 

Il sesto senso?

Capita in alcuni momenti della vita, che un luogo non c’ispiri e non sentiamo una spinta ad andare, nonostante il resto del mondo lo trovi appetibile. Il suggerimento è quello di imparare a percepirsi e rispettare questo nostro “sesto senso”.

Un luogo potrebbe non esser adatto a noi in un particolare momento di vita. Siamo sempre in cambiamento e potrebbe succedere in seguito di modificare la nostra idea. Quello è il momento giusto per accogliere la nostra esigenza e per programmare un nuovo viaggio!

 

Usare bene i nostri sensi riduce lo stress

Abbiamo dato spunti su come conoscere un luogo attraverso ogni senso. Perché è così importante?

Usare bene i nostri sensi riduce lo stress. Spesso la vita di tutti i giorni, impone grandi capacità di governare emozioni sgradevoli: un collega scortese, un capo esigente.

Se poi ci mettiamo i problemi con il partner, familiari e tensione dovuta alle scadenze da rispettare, il rischio è quello di cadere in un meccanismo che sottrae energia vitale, e ci fa percepire per lo più, emozioni negative.

Da molti anni, la ricerca scientifica ha rilevato che sfruttare e imparare ad usare al meglio i nostri canali sensoriali, apporta notevole benessere e ci permette di ricongiungere la mente al corpo.

 

La ricerca scientifica e l’uso dei sensi

Usare bene i nostri sensi riduce lo stress. Pensiamo ad esempio ai benefici di osservare scenari rilassanti. Gli esseri umani sono letteralmente calmati dal verde della natura o dai toni naturali della terra. Fruire di paesaggi naturali, a parte l’appagamento visivo, stimola nell’organismo la produzione di sostanze che sono dei veri e propri calmanti.

 

Farsi abbracciare dai paesaggi

Belsize Park – Nord di Londra

Un semplice abbraccio migliora il tono del’umore, molti lo sanno. La pressione arteriosa si riduce, il battito cardiaco diminuisce, così come il livello dell’ormone dello stress (cortisolo).

Ed allora perché non farsi abbracciare da un tramonto, dal vento, da un prato, dal mare o da un bosco in cima ad una montagna? Imparate a sentire sulla pelle il luogo in cui siete. Non ve ne pentirete. Chiudere gli occhi e respirare profondamente, vi aiuterà a farvi sentire in comunione con il resto.

La coccola del buon cibo

Per quanto riguarda il gusto, avete presente la cioccolata? Ecco, mangiare è un appagamento totale per gli umani e dona piacere. Mangiare cose buone in viaggio è una coccola dovuta. In più, se avete in mente un viaggio dinamico, dove si cammina molto o si fanno escursioni, avete la possibilità di mangiare cose più golose senza sentirvi in colpa. Attenzione a non esagerare!

 

Ascoltare il battito vitale di un luogo

Marzia – Pietra di Bismantova

L’anima di un luogo, ha nei suoni che lo caratterizzano, il suo battito vitale: le campane a festa di una chiesetta o i muezzin che dal minareto invitano alla preghiera.

Gli artisti di strada durante le loro performance, il chiacchiericcio dei mercati e della musica di un luogo, possono frastornare o incantare. Pensiamo al successo dell’app Calm, che basa molta della sua offerta su script di suoni (per lo più, parole, musica e suoni della natura) e sulla possibilità tramite queste sessioni di ridurre l’ansia e lo stress.

Una vera e propria esperienza volta al benessere. Ancora una volta, usare bene i nostri sensi riduce lo stress.

 

Annusare un luogo

Esistono odori in grado di cambiare il nostro stato d’animo. Ad esempio, il pino. la vaniglia, la lavanda, il gelsomino, il cocco e lo zenzero.

Fare una passeggiata  in mezzo al verde (in Giappone la chiamano shinrin-yoku), stare su una spiaggia tropicale o anche camminare per le strade di alcune città dell’Asia, può essere un’esperienza inaspettata e rigenerante. Passeggiare fra i pini, o fra gli alberi di limone, ci fa sentire da subito energici. Inoltre esistono odori meno naturali che però riducono lo stress in base al ricordo a cui sono associati.

Un esempio? L’odore della crema solare, della pizza, della menta (che associamo all’estate e alle vacanze). L’elenco è lungo e spesso differente da persona  a persona.

E voi, a quale profumo state pensando?

 

Marzia Parmigiani

 

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