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Viaggio nella consapevolezza interiore per il 2020

In questi ultimi giorni dell’anno, appena dopo il Natale, cominciano i famigerati buoni propositi per l’anno che verrà. Ma che senso hanno? Vogliamo dire, senza una reale riflessione interiore, nulla cambierà realmente. Ci spiace rovinarvi la festa, ma è proprio così. Noi però, siamo qui per fare un po’ di chiarezza. Il viaggio non è solo qualcosa che riguarda nuovi luoghi da scoprire, ma anche nuove parti di voi stessi che non avete mai visto o sperimentato prima d’ora.

Le difficoltà di gestire il tempo

Molte persone lamentano di non riuscire a gestire correttamente il proprio tempo, di non riuscire a fare tutte le cose che dovrebbero fare e di non essere in grado di rispettare le scadenze. Capita anche a voi?
Volete davvero cambiare qualcosa nell’anno che verrà? Bene, è ora di concentrarsi e cercare di intraprendere un viaggio nella consapevolezza interiore per il 2020.

Quali sono le cose a cui tenete davvero?

Molte persone sono convinte che la chiave per fare le cose che vogliono realizzare, sia imparare a gestire bene il tempo.
Più che il tempo, è molto più importante la gestione dell’attenzione. 
Invece di pianificare rigorosamente ogni minuto della vostra giornata intorno alle attività e alle liste di cose da fare, dovreste concentrarvi su ciò che davvero vi sta a cuore.
Quali sono le cose a cui tenete e quali sono le cose a cui volete dedicare la vostra attenzione?
Sembra un gioco di parole, ma vi renderete conto che se siete sinceri con voi stessi riguardo alle cose che attirano davvero la vostra attenzione, potreste rendervi conto che pensare al lavoro in termini di “tempo trascorso” non è l’approccio migliore.

Basta procrastinazione

Etimologicamente, “procrastinazione” deriva dal verbo latino procrastinare, rimandare a domani. Ma è molto più che ritardare volontariamente. 
La procrastinazione deriva anche dall’antica parola greca akrasia: incapacità di agire secondo principi ragionevoli.
Questa consapevolezza di sé, è una parte fondamentale del perché la procrastinazione ci fa sentire così deboli. Quando procrastiniamo, non solo siamo consapevoli che stiamo evitando il compito in questione, ma anche che non sia cosa buona il fatto stesso di non farlo. Eppure, ci lasciamo andare. E’ qualcosa di irrazionale che porta le persone a non fare qualcosa anche se si sa che ciò, avrà conseguenze negative.

Un carpe diem “evolutivo”

Spesso il primo istinto che ci attraversa di fronte al nuovo, potrebbe essere quello di cogliere l’attimo. Carpe diem, giusto? Ma come mai?

Una spiegazione è l’evoluzione. I nostri antenati, sono stati abituati al fatto che se non coglievano il frutto facile ed a portata di mano quando capitava, potevano non trovarne altri dopo. 

Noi vi consigliamo di attendere di fare le cose fino a quando non sarete veramente pronti. In sostanza, non dovete affrontare le cose prima che sia il momento giusto.

 

Coltivate la gestione dell’attenzione

La gestione dell’attenzione consiste nel sapersi concentrare sul fare le cose per le giuste ragioni, nei luoghi giusti e nei momenti giusti. Date la priorità alle persone e ai progetti che contano, senza pensare a quanto del vostro tempo, prenderanno.

Scoprite come “lavorare profondamente”

“Lavoro profondo” è un termine per concentrarsi senza distrazione su un compito cognitivo impegnativo.
Descrive, in altre parole, quando siete davvero concentrati nel fare qualcosa di difficile con la vostra mente.
Affinché una sessione valga come lavoro profondo, devono esserci zero distrazioni. 
Anche una rapida occhiata al telefono o alla posta in arrivo, può ridurre significativamente le prestazioni a causa del costo del cambio di contesto.
Se volete integrare con successo “lavori profondi” nella vita professionale e personale, non potete semplicemente aspettare fino a quando non avete tempo libero e siete in grado di porre concentrazione. 
Dove imporvi attivamente questo tipo di pratica. Ad esempio, potreste mettere in agenda sessioni di lavoro profondo, considerandoli come riunioni o appuntamenti e quindi proteggerli da altri impegni, come fareste davvero con una riunione o un appuntamento.  

Non lasciatevi andare a distrazioni

Nei momenti in cui decidete di lavorare profondamente, dovete essere inaccessibili per aumentare l’attenzione.
Essere costantemente e permanentemente raggiungibili su un dispositivo elettronico, controllando le email di lavoro nel giorno libero; scorrere continuamente i feed dei social media; rispondere ai messaggi di testo a tutte le ore, si associa a livelli di stress più elevati.
Prestare mezza attenzione a tutto ciò, significa che non si è in grado di prestare piena attenzione a nulla. 

Aumentare la consapevolezza sui limiti personali

Ad un certo punto, dobbiamo ricordare a noi stessi, che esiste un limite oltre il quale, qualsiasi modifica apportata a una creazione non la rende più migliore, ma solo diversa e talvolta peggiore.
Riconoscere il punto in cui la continua rielaborazione del nostro lavoro non solo non è utile, ma porta a rendere di meno, è una delle abilità più difficili da imparare, ma anche una delle più necessarie.
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