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Visitare le Cinque Terre: guida completa 2020

I cinque pittoreschi villaggi, noti come le Cinque Terre, si trovano sulla riviera ligure, tra il punto Mesco e il Promontorio di Cavo (punto di Montenero), appena oltre la città di La Spezia. 
Opere d’arte della natura, sono tra i borghi più panoramici e colorati d’Italia.
Il paesaggio delle Cinque Terre è modellato da una costa rocciosa e case colorate costruite contro le scogliere. 
Tre dei villaggi, Riomaggiore, Manarola, Vernazza, sono incastonati in piccole insenature marine protette. 
Corniglia invece, è situata più in alto su una scogliera, mentre l’ultima, Monterosso, si trova all’interno di un golfo. 

Scenari incredibili

La zona vanta non solo panorami unici e strabilianti e splendidi sentieri, ma anche prodotti alimentari d’eccellenza, grazie ai suoi vigneti, uliveti (Vernazza), cedri e alberi di limoni (Monterosso),  così come fichi e peschi coltivati ​​su questo piccolo appezzamento di terra.
Tutti i villaggi furono costruiti sullo stesso principio: un castello eretto in cima alla montagna dalle famiglie feudali che originariamente governavano le Cinque Terre e che servivano a difendere il villaggio, contro gli invasori saraceni ed i pirati che venivano dal mare. 
La mancanza di spazio aperto ha creato le caratteristiche case alte e strette.
Il terreno è così ostile che, prima della ferrovia, era molto comune per le persone di Monterosso e degli altri villaggi non lasciare mai la loro città natale, e tanto meno, arrivare fino a Riomaggiore e viceversa. 
Il naturalista italiano del XVIII secolo Giovanni Targioni, descrisse le Cinque Terre come:
“Montagne e scogliere rocciose che nemmeno le capre potevano scalare”. In questo articolo vi parleremo di visitare le Cinque Terre: guida completa 2020.
Daremo anche indicazioni sui migliori hotel delle Cinque Terre per rapporto qualità/prezzo.

Da dove viene il termine “Cinque Terre?”

Il termine “Cinque Terre” fu coniato da Giacomo Iacopo Bracelli, Cancelliere della Repubblica di Genova nel 1448, al fine di distinguere questa zona agricola e viticola dal resto della Repubblica. 
Quindi il nome della regione è sempre stato legato al suo vino. 
Il vino delle Cinque Terre è un eccellente vino bianco secco DOC e lo Sciacchetrà delle Cinque Terre, un vino passito (dolce) color ambra o dorato, che dà il suo meglio con formaggi stagionati e dessert di buona consistenza, come il panforte. 
Lo Sciacchetrà è stato uno dei primi vini passiti italiani ad essere conosciuto al di fuori della sua area di produzione.

La particolare cucina delle Cinque Terre

Le Cinque Terre sono famose per le loro acciughe salate, un’icona della cucina locale, che non avrà uguale sapore da nessun’altra parte! 
Per secoli, i pescatori delle Cinque Terre hanno catturato questi pesciolini, usando una tecnica tradizionale che, secondo la leggenda, proviene dai pirati saraceni. 
La pesca si svolge di notte con una lampada che attira i branchi di alici. 
Le acciughe si preparano in tre modi: crude con olio e limone o prezzemolo a foglia piatta e aglio;  cucinato con patate;  fritti o ripieni.

Le specialità delle Cinque Terre

Un’altra specialità alimentare della regione è la famosa crostata alla marmellata di limone, accompagnata da limoncello locale, che qui viene chiamato limoncino.
Si produce con i limoni coltivati ​​localmente e, naturalmente, i piatti di questa zona, sono conditi con l’olio d’oliva delle Cinque Terre.
La cucina delle Cinque Terre mostra evidenti influenze liguri, ma senza alcun tratto tipico locale, ad eccezione delle acciughe. 
Il pesto, un elemento tipico della cucina ligure, ha un sapore diverso (più dolce e più intenso) nelle Cinque Terre, poiché solo il basilico a foglia piccola coltivato vicino al mare viene utilizzato per il pesto locale.

Un equilibrio fra natura e sussistenza

L’area è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. Nel 1999, il Parco Nazionale delle Cinque Terre è stato creato per proteggere l’ambiente naturale e il paesaggio. 
La bellissima area è un esempio di come l’uomo sia riuscito a trovare un equilibrio tra la natura e la propria sussistenza. 

1. Riomaggiore

Probabilmente fondata da un gruppo di rifugiati greci che si stabilirono nell’area nel VII secolo, Riomaggiore risale alla fine del XII secolo quando gli abitanti dei villaggi di montagna decisero di migrare verso la costa.
Anche se oggi non è più così ovvio, il villaggio era originariamente composto da due parti: il borgo dei pescatori, il porto dei pescatori, e il borgo dei contadini, il villaggio dei contadini, più in alto sulla collina.
Il nome del villaggio deriva da Rivus Major, uno dei due fiumi (ora coperti) che attraversa il villaggio.
Riomaggiore

Un aneddoto

Il villaggio rimase relativamente sconosciuto fino a quando il pittore impressionista fiorentino Telemaco Signorini lo scoprì nel 1860.   

La storia narra che, mentre si trovava al mercato di La Spezia, incontrò due donne vestite in modo diverso, il che lo fece domandare da dove venissero. Curioso, le seguì sulla via del ritorno a Riomaggiore. Una volta arrivato, si innamorò del pittoresco villaggio e tornò a intervalli regolari.
Il piccolo porto turistico è estremamente suggestivo al tramonto. 
Passato il porto, c’è una piccola insenatura con spiaggia di ciottoli e rocce.
Se venite da queste parti, dovete provare il carpaccio di Ricciola e la Spigola alla ligure (con patate al forno, pomodori e un pesto).
Di particolare interesse storico anche la chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1340, e la fortezza.
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2. Manarola

Come Riomaggiore, Manarola è più recente rispetto agli altri paesi delle Cinque Terre. 
Fu fondata nel XII secolo, lungo le rive del fiume Groppo, quando gli abitanti di Volastra, situati più in alto sul monte, decisero di avvicinarsi al mare. 
Una volta il villaggio era attraversato da un fiume e pittoreschi ponti collegavano le rive sinistra e destra, prima che il fiume fosse coperto per diventare l’attuale via principale.
Insieme a Riomaggiore, Manarola è probabilmente il villaggio più poetico delle Cinque Terre, in quanto si trova all’inizio di uno dei sentieri più famosi e spettacolari, la Via dell’Amore, chiusa per una frana, dovrebbe riaprire nel 2023.
Il fascino e la bellezza rustica di questo piccolo villaggio di pescatori ha attirato molti artisti tra cui il pittore italiano Renato Birolli (che ha dato il suo nome alla strada principale).
Manarola ha probabilmente le più alte concentrazioni di negozi di souvenir per abitante, così come molte botteghe artigiane che vendono prodotti biologici delle Cinque Terre.
Uno dei cibi da provare è l’eccellente focaccia al stracchino!

Dove mangiare a Manarola?

Se amate l’ottimo pesce, andate alla trattoria La Scogliera e provate le Linguine al Batti Batti.
Si tratta di un tipo speciale di molluschi che si trovano solo nella zona.
Alcuni altri posti per mangiare, situati sulla strada principale, includono Il Porticciolo, che serve cucina tipica e l’enoteca La Cantina della Zio Bramante, dove è possibile provare le tipiche acciughe e altri piccoli piatti, con vino locale o italiano.
Da vedere la chiesa parrocchiale in stile gotico ligure di San Lorenzo, costruita nel 1338.
Per una splendida vista della parte superiore del paese e dei vigneti prendere la Via Belvedere, (sulla destra, circa a metà strada nella strada principale quando si cammina in salita). 
Per una vista strategica della marina, seguire il percorso panoramico che parte dal porto a destra.  
Manarola

3. Corniglia

Corniglia è l’unico dei cinque villaggi non accessibile dal mare, ma situato su un ripido promontorio inaccessibile a circa 100 m sul livello del mare.
Architettonicamente Corniglia è anche abbastanza diversa dagli altri villaggi con case più basse, invece delle case con 3 o 4 piani che si possono vedere tipicamente a Riomaggiore, Vernazza e Manarola.
Il paese prende il nome da una famiglia romana, la Gens Cornelia, alla quale apparteneva la terra. 
Il luogo era già famoso per il suo vino nei tempi antichi. 
Diverse anfore incise con il nome di “Cornelia” sono state trovate a Pompei.  
Il vino prodotto a Corniglia è stato anche elogiato dal Boccaccio nel suo Decameron e da Petrarca, Pascoli e Gabriele d’Annunzio.
Corniglia

Come raggiungere Corniglia

C’è un bellissimo sentiero che va da Volastra a Corniglia.  Potete prendere il pulmino da Manarola, che porta fino a Volastra. 
Non consiglierei di fare questa parte a piedi perché la passeggiata non è particolarmente piacevole.
Appena scesi dall’autobus seguite le indicazioni “Corniglia” che vi porterà sulla destra dietro la chiesa. 
La prima parte del percorso conduce attraverso i vigneti con una bellissima vista aperta sulla costa. 
Potete realizzare splendide e interessanti foto di Manarola dall’alto.
Se scegliete di raggiungere Corniglia in treno potreste essere sorpreso negativamente nello scoprire do dover salire una lunga scalinata conosciuta come la Lardarina, composta da 382 gradini per raggiungere il villaggio, poiché la stazione ferroviaria si trova a livello del mare.
In alternativa c’è la strada che collega la stazione ferroviaria al centro del villaggio.

4. Vernazza

Vernazza è l’unico porto naturale delle Cinque Terre e anche uno dei più ricchi di storia ai tempi della Repubblica Genovese, come testimoniano le eleganti case.
Si pensa che il nome del paese derivi dal vino locale Vernaccia. 
Un’altra etimologia plausibile è la “verna” latina che significa “indigeno”. 
Il primo documento ufficiale che menziona Vernazza risale al 1080 e si riferisce al villaggio come Castrum Vernatio (borgo fortificato).
Se possibile, consiglio di contare almeno un giorno intero per visitare Vernazza, soprattutto se ti piace passeggiare per le stradine, scattare molte foto da diverse prospettive e prendere un caffè o un aperitivo sulla piazza principale.
Vernazza

I sentieri panoramici

C’è un bellissimo sentiero che va da Vernazza a Monterosso, che offre splendide viste sul porto di Vernazza. 
Seguendo il sentiero in salita che porta a Monterosso troverete molti punti strategici da cui scattare splendide viste su Vernazza.
Il sentiero inizia da una stradina laterale (in realtà, una scala coperta) indicata con un piccolo cartello “Monterosso”.
La scala è quasi invisibile da lontano, in quanto si trova tra due case a schiera sulla piazza principale, sul lato opposto al ristorante Gambero Rosso.
Da vedere la bellissima chiesa di Santa Margherita d’Antiochia, dedicata al santo patrono di Vernazza, situata nella piazza principale del paese, con vista sul porto. 
La chiesa risale agli inizi del XIII secolo. Interessante è l’uso dell’ardesia nera, una roccia autoctona della costa ligure.
Notevole anche il Belforte, sotto il castello all’ingresso del porto.
Il meglio sarebbe una piccola sosta in piazza per un aperitivo, ammirando la bellissima baia (se il distanziamento lo consente). 

Mangiare a Vernazza

Se pranzate qui, il modo ,migliore per mangiare ottimi piatti, è chiedere le specialità del giorno o guardare le lavagne all’ingresso dei ristoranti.  Da provare, gli Spaghetti alla carbonara di mare (carbonara con acciughe).
Per una vista straordinaria in un ambiente magico, provate il Ristorante Belforte situato nell’antica fortezza e chiedete un tavolo sul balcone con vista sul mare.

5. Monterosso

Monterosso è il più grande dei cinque villaggi e anche l’unico che consente l’accesso alle auto.
Situato al centro di un piccolo golfo, è l’unico dei cinque villaggi ad avere una bellissima spiaggia di sabbia.
Conosciuto come Mons Ruber dai romani, il nome del villaggio ha due etimologie. 
Secondo un’etimologia il nome deriva dal colore rossastro della terra o dal bagliore rossastro al tramonto. 
Secondo la seconda etimologia il nome deriva dal Signore del castello che fu chiamato Rufus a causa dei suoi capelli rossi “u munte du russu”.
Il vincitore del premio Nobel Eugenio Montale ha trascorso qui le sue vacanze per venti anni.
Per secoli Monterosso è stato rinomato per la sua produzione di limoni e cedri.
Monterosso

Visita a Monterosso

Dovete considerare almeno 3 ore per visitare Monterosso, a meno che non vogliate pernottare qui e godervi la bellissima spiaggia. 

Monterosso è costituito da due villaggi, il vecchio villaggio si trova sul lato est del fiume Burranco e il villaggio più recente, Fegina, si trova sul lato ovest. 
Notevoli sono la fortezza del 1245 e la statua del Gigante, sul lato occidentale della spiaggia, alta 14 metri. 
Fu creata nei primi anni del 1900 dallo scultore Minerbi e dall’architetto Levancher. 
Prima della seconda guerra mondiale la statua faceva parte di Villa Pastina, che fu distrutta dai bombardamenti del 1943 e fu trasferita nella sua posizione attuale negli anni Cinquanta. 
La Torre Aurora, costruita nel XVI secolo, è una delle tre torri rimanenti dell’originaria fortificazione difensiva costituita da tredici torri. 
Oggi è una casa privata.
Da vedere anche la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, che probabilmente risale almeno al 1244. 
La sua costruzione fu completata nel 1307. La facciata della chiesa in stile gotico ligure-pisano è fatta di strisce alternate di marmo bianco e nero. 
Date un’occhiata all’interno: le colonne con blocchi alternati di marmo bianco e pietra verde sono piuttosto sorprendenti.
Le rovine del castello sono visibili in cima alla montagna, alla fine di Via Buranco, la strada più antica di Monterosso.
Il convento dei Cappuccini è raggiungibile tramite una scala situata di fronte a Torre Aurora. 
Il convento fu costruito nel XV secolo. 
All’interno del convento, trovate un dipinto attribuito al famoso pittore fiammingo Anthony Van Dyck.

Come arrivare alle Cinque Terre?

Il modo più semplice per arrivare alle Cinque Terre è in treno. 
Ci sono treni diretti da Milano a La Spezia, Levanto o Genova e da lì è possibile raggiungere le Cinque Terre direttamente (Levanto, La Spezia) o con un cambio (Genova) a seconda del giorno e dell’ora. 
Durante l’estate c’è anche un servizio di traghetti che collega Vernazza con La Spezia, Portovenere, Lerici e Genova. 
Per chi arriva in auto ci sono parcheggi fuori Vernazza e Monterosso. 
Alcuni villaggi hanno un servizio navetta e, in caso contrario, il ritiro dal parcheggio può essere organizzato con l’hotel o il proprietario della residenza.

Quanti giorni per visitare le Cinque Terre?

Se ve lo potete permettere e se amate fotografare i villaggi da diverse prospettive, vi consigliamo, almeno un weekend alle Cinque Terre fino 3 notti.
Questo tempo vi permetterà di alternare piacevoli passeggiate tra le splendide strade di Vernazza e Manarola, con alcuni sentieri escursionistici tra i villaggi. 

Come muoversi nelle Cinque Terre?

Il modo migliore per esplorare le Cinque Terre è in treno, in barca e a piedi. 
L’eccellente sistema ferroviario collega Monterosso a Riomaggiore in pochi minuti, con fermate in ciascuno degli altri tre villaggi lungo la strada. 
Si noti, tuttavia, che la stazione di Corniglia è l’unica che si trova fuori dal villaggio e separata da una notevole scala, la scala Lardarina. 
Riomaggiore e Manarola sono separati dalla stazione ferroviaria da un tunnel pedonale che arriva al porto turistico di Riomaggiore e nel centro del paese di Manarola. 
A Vernazza la stazione ferroviaria si trova all’inizio della strada principale ed è facilmente accessibile (senza tunnel). 
La stazione ferroviaria di Monterosso si trova direttamente sul lungomare.
Numerosi sentieri panoramici e sentieri escursionistici consentono di camminare da un villaggio all’altro, godendo di un panorama sbalorditivo attraverso i vigneti o lungo le imponenti scogliere. 
Per coloro a cui non piace camminare, ci sono anche piste per mountain bike e possibilità di escursioni subacquee.
Tutti i villaggi (tranne Corniglia, che non è accessibile via mare) sono raggiungibili con un servizio di traghetti che collega i quattro villaggi. 
Consigliamo di prendere almeno una volta il traghetto, perché permette di scattare meravigliose foto dei villaggi dal mare. 
Quando andate da Portovenere o Riomaggiore verso Manarola, Vernazza o Monterosso assicuratevi di sedervi in un posto sulla destra per avere la vista migliore. 
Quando si va da Monterosso o Vernazza a Manarola o Riomaggiore, i posti migliori sulla sinistra. 
L’orario varia di mese in mese, ma da fine marzo a metà aprile ci sono circa 7 corse al giorno tra Portovenere e Monterosso dalle 9 circa alle 18. 
In alta stagione ce ne sono ancora di più.
Monterosso e Vernazza danno più l’impressione di pittoreschi villaggi turistici dove alla gente piace stare per qualche giorno, quindi vedi alcuni ristoranti più formali, negozi che vendono vestiti, souvenir, prodotti alimentari locali e ceramiche.  Troverai anche tipiche botteghe artigiane (botteghe) che vendono prodotti alimentari locali a Riomaggiore, ma in misura minore.  Manarola ha un gran numero di negozi che vendono guide di viaggio, artigianato locale e specialità locali.
Riomaggiore è uno dei villaggi meno turistici. 
Vernazza diventa molto affollata tra le 10:30 e le 15:30, quindi rimanere lì durante la notte consente di godere dei momenti più tranquilli al mattino presto e più tardi la sera. 
Per i fotografi, Vernazza è probabilmente ancora più bella per scatti all’alba e al tramonto, il che è possibile solo quando non siete costretti a partire per prender l’ultimo treno.
Lo stesso vale per Manarola
Monterosso, invece, è una buona opzione se amate alternare escursioni e visite turistiche con un po’ di relax in spiaggia. 

Quando andare alle Cinque Terre?

Una delle cose da non perdere nelle Cinque Terre sono i sentieri escursionistici mozzafiato che collegano i cinque villaggi. 
Alcuni di essi possono essere piuttosto faticosi e impegnativi, quindi il momento migliore per fare escursioni è quando le temperature sono ancora relativamente miti. 
Inoltre, i villaggi possono diventare piuttosto affollati durante l’alta stagione, quindi noi eviteremmo sicuramente di visitare le Cinque Terre a luglio o agosto. 
Al contrario, il rischio di frane, che sono comuni in quest’area, è molto più elevato durante i mesi di pioggia, quindi è meglio evitarle. 

I vari percorsi possono diventare molto scivolosi in caso di pioggia, mentre d’estate può esserci un clima torrido.

I mesi come luglio e agosto non danno il meglio in questa meravigliosa zona della Liguria.

Quindi la stagione migliore per visitare le Cinque Terre, per noi di Traveltherapists è nei mesi primaverili (aprile, maggio) e inizio estate giugno, per poi tornare a settembre.

Marzia Parmigiani
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