Vivere in Giappone da 40 anni: la storia di Francesco Baldessari

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Vivere in Giappone da 40 anni: la storia di Francesco Baldessari

Oramai lo sapete: noi di Traveltherapists amiamo intervistare persone che possano contribuire ad arricchire le nostre pagine ed i nostri racconti di viaggio, tramite la loro esperienza di vita.

Oggi vi proponiamo l’intervista a Francesco Baldessari, italiano di origine veneta.

Francesco è autore, insegnante e traduttore di professione e si è trasferito in Giappone ben 40 anni fa, costruendo lì la sua vita.

Attualmente vive a Kamakura, cittadina a circa un’ora da Tokyo, famosa per essere località di villeggiatura e nota per la statua alta ben 13 metri del grande Buddha al tempio Kotoku-in.

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Il grande Buddha di Kamakura

Considerate che Francesco già alla fine degli anni Novanta ci aveva visto lungo.

Infatti, con il suo sito “Dining Out in Tokyo”, si è occupato di recensire centinaia di ristoranti nella capitale giapponese.

Già allora, di fatto, Francesco Baldessari aveva creato un vero e proprio motore di ricerca dove si potevano cercare i luoghi in base a tipo di cucina, zona e punteggio dei clienti.

Ha fatto insomma, con largo anticipo, quello che centinaia di persone hanno fatto molti anni dopo.

In questa intervista, vi proponiamo un racconto ricco e unico, Francesco “Frank” Baldessari, ci narra un popolo ed un paese, quello del Giappone, che per gli occidentali – e non solo – continua ad essere uno dei più enigmatici.

 

 

 

francesco frank baldessari kamakura traveltherapists
Francesco Baldessari, autore, insegnante e traduttore che vive in Giappone da 40 anni

1) Ti abbiamo “scoperto” per il tuo stile interessante nel raccontare il Giappone e per le spiccate capacità di approfondire ogni argomento relativo al paese del Sol Levante. Puoi raccontarci qualcosa di te e presentarti ai nostri lettori?

“Mi chiamo Francesco Baldessari, sono originario del Veneto, ma ho lasciato l’Italia nel 1977.

Quindi non so se mi posso ancora definire italiano. Abito in Giappone dal 1980, 40 anni tondi.

Dopo aver passato  25 anni a Tokyo, ho scelto Kamakura come casa.

Ormai non credo di tornare Italia dato che ho anche sposato una giapponese. Il Giappone è la mia patria. Sono traduttore di professione”.

 

fiore di loto francesco baldessari
Un fiore di loto coltivato da Francesco Baldessari

2) Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a trasferirti proprio in Giappone e non altrove?

“Nessuna ragione particolare. Abitare in Giappone è una cosa che è successa, ma che non avevo pianificato.

Di sicuro stavo cercando una nuova casa. In Italia, eravamo in pieno negli anni di piombo.

Ricordo molta violenza e caos dappertutto. Attentati con bombe nelle banche, un clima teso. I poliziotti fermavano spesso le persone per accertamenti.

C’era di tutto e in più non andavo molto d’accordo con i miei. Così me ne sono andato.  

Prima sono andato in California, poi in Olanda, quindi in Libia e in Iraq.

In Iraq guadagnavo bene, allora mi sono detto che volevo andare in un posto veramente lontano, ma lontano non in chilometri. Lontano In termini di cultura.

Avevo un vago interesse nei confronti del Giappone. Comprare un biglietto per Tokyo fu un attimo. Arrivato in Giappone, appena sceso dall’aereo, sentii che avevo trovato quello che cercavo.

Da allora non ho più pensato seriamente una volta di andarmene.

Il senso dell’ordine, la cortesia, l’efficienza del giapponese medio mi conquistò.

Per dire, quando feci domanda di iscrizione all’Università di Waseda, (una delle migliori del Giappone), non mi chiesero alcun documento.

Si fidavano della mia parola. Sei laureato? Sì o no. Che punteggio? Sì o no. Nessuna pezza d’appoggio richiesta. Bastava spuntare le caselle.

La segreteria dell’università, a differenza di quella italiana, era sempre aperta e quasi sempre deserta. Entravi, suonare un campanello, compariva immediatamente un impiegato che ti domandava cosa volevi.

Glielo dicevi, premeva  un pulsante, un ronzio e il documento che serviva era stampato.

Te lo dava, pagavi 100 ¥ e uscivi. Pareva di essere in paradiso. Poi imparai che non lo era, ma questo è un altro paio di maniche”.

 

giappone in inverno foto di francesco baldessari
Paesaggio giapponese – ph. F. Baldessari

3) Quali sono gli ostacoli maggiori che deve affrontare uno straniero che desidera costruirsi una vita in Giappone?

“Permettetevi di rispondervi con una domanda. Siete in grado di immaginare la vita di un giapponese che abiti a Badia Polesine e non sappia una parola di italiano? 

Immaginate di non essere in grado di leggere il giornale, di non saper comprendere le lettere che ti arrivano dal Comune. Insomma, di non sapere distinguere un mandato di comparizione da un invito a nozze. Pensate a dover scegliere i prodotti al supermarket sulla base delle illustrazioni.  

 

Francesco Baldessari traveltherapists
Francesco Baldessari

Questo è ciò che ti aspetta in Giappone se non studi giapponese. 

L’isolamento della comunità straniera è estremo.

Per dire, tutti pensano che la parola Gaijin voglia dire straniero, e tutti si sbagliano.

Vuole dire uomo bianco, persona bianca. E non è affatto offensivo o razzista.

Biasimare i giapponesi e dir loro che sono razzisti perché non riesci ad inserirti è ridicolo.

Quali probabilità di inserirsi e di venire accettato avrebbe quel giapponese che abita a Badia Polesine?

Certo, anche io so che il giapponese è difficile, ma se non avete intenzione di studiarlo, sappiate che questo il vostro destino.

Mi dispiace ma è così. Imparate il giapponese e vedrete quante porte si apriranno”.

case giapponesi Paesaggio giapponese - ph. F. Baldessari

4) Abiti in Giappone da più di 40 anni. In che modo si è evoluta la cultura giapponese in questo periodo?

“Prima di tutto lasciatemi dire che è cambiato molto meno dell’Italia. L’Italia era un paese etnicamente estremamente omogeneo. 

Io ho visto il mio primo africano a Padova, all’Università, quando avevo circa vent’anni. Ci si voltava quando qualcuno parlava francese o tedesco e si bisbigliava “sono stranieri…”

Ma sto uscendo dal seminato.

Il Giappone è diventato meno tradizionale, ma senza avvicinarsi all’Europa. Si è evoluto modo suo.

Una differenza, per esempio, è che una volta l’azienda era tutto per una persona.

Ora lo è molto meno. La gente ha imparato a lavorare di meno.

Un tempo, per esempio era normale che un ristorante fosse aperto sette giorni la settimana. Ora fanno tanto di riposo infrasettimanale. 

Hanno fatto più abitudine agli stranieri.

Pensate che anni fa, ho fatto piangere più di un bambino. Lattanti che piangevano a vedere la mia barba!

E poi, 15 anni fa mi è successa una cosa buffissima.

Stavo andando in stazione e una donna in bicicletta, che veniva dalla direzione opposta si è messa a fissarmi così tanto, da andare a sbattere contro un muro, cadendo.

Si è immediatamente rialzata e voltandosi verso di me, ha fatto un profondo inchino e mi ha chiesto scusa”. 

 

giardino zen Paesaggio giapponese - ph. F. Baldessari

5) Parliamo dei diversi pregiudizi legati al Giappone: è vero che il costo della vita in Giappone è elevato?

 

“Sì e anche no.

La gamma di prezzi è molto più ampia, per cui potete mangiare un pranzo decente con l’equivalente di tre euro, ma al contempo esistono ristoranti dove il conto arriva a centinaia di euro a testa e più. 

Se prendi una stanza in un business hotel, è facile dormire nel centro di Tokyo con meno di 35 €.

E’ meglio se parlate giapponese, perché ovviamente si moltiplicano le possibilità.

Oppure potete arrangiarvi. I giapponesi sono molto accoglienti, ma non sanno parlare inglese. Tuttavia, tentano comunque di capirvi.

Per cui io direi di sì, può in generale essere più costoso, ma è possibile risparmiare senza troppe difficoltà”.

 

 

francesco baldessari autore e traduttore
Francesco Baldessari

 

6) Secondo te quali sono le motivazioni che portano gli occidentali a considerare strane le abitudini giapponesi, senza mettere in discussione le proprie?

“Il Giappone è un posto strano, su questo non c’è dubbio.

Perfino i cinesi e i coreani trovano che i giapponesi siano tipo alieni.

Capirli non è facile e ci potete riuscire solo se partite dal presupposto che il loro mondo ha senso quanto il vostro. 

Purtroppo la gente – non solo gli italiani – ha difficoltà a vedere le cose dal punto di vista degli altri.

A noi occidentali i giapponesi paiono freddi, a loro noi sembriamo troppo bisognosi di compagnia. 

Una volta che arrivi a capire come funzionano, ti ritrovi a passare pomeriggi con i tuoi amici giapponesi facendo le medesime cose che facevi in Italia”.

 

mare kamakura baldessari francesco traveltherapists
Spiaggia di Kamakura

7) Esiste un prezzo da pagare nello scegliere di vivere la propria vita in un paese così diverso dall’Italia?

“Due. Il primo è che darete sempre nell’occhio, dovunque si vada.

Questo non vuol dire che sarete discriminati. Vuole dire che attirerete l’attenzione.

Questa è una cosa che dovete accettare se andate in Giappone per costruire lì la vostra vita.

Per esempio, non potete pretendere che una ragazzina di 10 anni non vi guardi se siete stranieri. Vi guarderà eccome. Ma è sana curiosità, necessaria addirittura!

La seconda cosa da accettare è che sarete sempre uno straniero, nel solo senso che una cultura come quella giapponese si continua ad impararla.

Potete arrivare arbitrariamente vicino alla comprensione, ma non ci arriverete mai davvero. Sono troppo diversi”.

 

kamakura shrine francesco baldessari
tempio a Kamakura

 

 

8) Sappiamo che sei un appassionato di musica. Inizialmente quando non padroneggiavi la lingua, riuscivi ad apprezzare comunque gli artisti giapponesi? Per esempio noi siamo fan degli X Japan e pur non conoscendo la lingua, li abbiamo trovati una band eccezionale. Che gruppi e musicisti apprezzi in Giappone?

“Certo. Oshio Kotaro, Yoshida Brothers, Unit C’ys, Ondekoza …

Ma sento volentieri anche musica tradizionale. Kitajima Saburo…

Fra l’altro, possiedo un koto e lo suonicchio”!

Yoshida Brothers francesco baldessari
Yoshida Brothers fonte: Wikipedia

9) Un detto dice che “I giapponesi nascono shintoisti, si sposano cristiani e muoiono buddisti”. Dalla tua esperienza, che rapporto hanno i giapponesi con la religione?

“Ho scritto tre libri sull’argomento. E ne scriverò altri senza esaurire il tema!

Questa è una domanda di portata immensa. 

I giapponesi hanno la fama di non essere religiosi. Non è vero. Ciò che è vero è che lo sono in modo completamente diverso. 

In Giappone non esiste il concetto di messa. Non esiste una religione che comporti una frequenza settimanale di incontro.

La divinità è qualcosa che cerchi quando ne hai bisogno, è un pezzo grosso del cui aiuto hai bisogno. La religione in Giappone, è qualcosa di estremamente pratico”.

 

matrimonio tradizionale giapponese francesco baldessari
matrimonio tradizionale giapponese – ph M. Parmigiani

10) In Giappone i cittadini tendono a differenziare uno straniero occidentale solo in base ai tratti, o fanno ulteriori distinzioni di nazionalità? Per esempio gli stereotipi su americani, francesi o italiani sono simili, o hanno ben chiare le differenze?

I giapponesi conoscono gli europei molto meglio di quanto gli europei conoscono i giapponesi. Moltissimi sono stati in Europa e sanno più o meno come funzionano le cose.

Detto questo, le loro opinioni collimano di solito con le nostre”.

 

anziano sacerdote shintoista a Tokyo
Il Giappone ha il più alto numero di anziani al mondo

11) Ora una domanda per aiutare i nostri lettori che desiderano visitare il Paese. Quali sono i comportamenti assolutamente da evitare per uno straniero in Giappone?

“In presenza di giapponesi, PARLATE PIANO. Non occorre gridare. A voi sembrerà di stare parlando in modo normale, per me e per i giapponesi siete assordanti.

Non sbaciucchiatevi in pubblico e tentate di fare quello che fanno gli altri quando lo fanno gli altri.

Provate ad imparare quattro parole di giapponese. Sono sempre apprezzate.

Quando vi inchinate per salutare, gli occhi devono guardare il suolo, non gli occhi dell’altra persona a cui vi rivolgete, perché solo in quel modo si riesce a salutare in modo efficace”.

francesco baldessari kamakura

 

12) Il senso dell’umorismo giapponese è comprensibile e condivisibile per un occidentale? In sintesi, riusciremmo a ridere delle stesse cose?

“Sì, è molto meno alieno dell’umorismo britannico, per esempio.

Bisogna dire però che le barzellette e l’umorismo sono riservate per gli amici intimi.

Non tentate di fare gli spiritosi con giapponesi che non conoscete molto bene. Li metterete in imbarazzo e non sapranno come rispondere. Lo so che è strano ma è così”.

 

 

13) Quali sono le 5 cose più strane che hai visto in Giappone da quando vivi lì?

  • Il monumento funebre agli occhiali rotti di Ueno. 

 

  • La mia amica Aki bendare delle bambole prima di gettarle via. Perché l’ha fatto? Per evitare che riuscissero a tornare a casa. Senza scherzi. Questo è un paese animista.

 

  • Larve di api fritte nel miele.  

 

  • Cibo per bambole: si chiama hina arare. 

 

  • Una volta, ma raramente oggi, i bagni dei ristoranti e izakaya (tipici locali giapponesi) erano comuni a uomini e donne. Per questo, ti trovavi ad usare il tuo vespasiano accanto ad una ragazza di 17 anni che a un metro di distanza si rifaceva il trucco.

 

14) Regalaci tre consigli ad una persona che desidera costruirsi un futuro in Giappone

“Imparate a leggere e scrivere in giapponese, imparate a leggere e scrivere in giapponese, imparate a leggere e scrivere in giapponese!

Nulla, assolutamente nulla è importante quanto questo punto.

Deve essere la vostra priorità. Se volete arrivare a sentire a vostro agio, se volete avere amici, se volete essere trattati come tutti gli altri, se volete avere successo, se volete scoprire cos’è veramente il Giappone, allora studiate il giapponese.

È possibile capire il Giappone senza parlare giapponese? No. È possibile apprezzare il Giappone per quello che vale senza parlare il giapponese? No”. 

 

L’intervista si conclude qui. Grazie a Francesco Baldessari per questo contributo e per i suoi consigli sul Giappone. Vi linkiamo le sue pubblicazioni disponibili in inglese e giapponese:

Kamakura a historical guide

Anche disponibile su Amazon.

Se volete visitare il suo sito per scaricare gratuitamente il suo ebook sull”animismo in Giappone, cliccate qui.

Se volete seguirlo su Quora, per altri racconti, domande e curiosità, cliccate qui.

 

Francesco Baldessari Kamakura traveltherapists
Francesco Baldessari alla presentazione del suo libro su Kamakura

Siamo certe di aver soddisfatto la curiosità di tante persone innamorate del paese del Sol Levante!

E se avete altre domande, non dovete fare altro che contattarci.

Noi di Traveltherapists, ma anche Francesco Baldessari siamo pronti a rispondervi!

 

 

 

Marzia Parmigiani

 

 

 

 

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