Wanderlust: la sindrome di chi ama viaggiare

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Wanderlust: la sindrome di chi ama viaggiare

Uno degli hashtag maggiormente utilizzati in tema di viaggi e vacanze sui social è “wanderlust”.
C’è infatti una nuova tendenza a volersi considerare “wanderluster”, forse, senza nemmeno sapere bene di cosa si stia parlando.
Ma cosa significa esattamente wanderlust?
Come blog di viaggio, noi di Traveltherapists, siamo qui a chiarirvi le idee!

Wanderlust nel Romanticismo tedesco

Il termine deriva dal tedesco Wandern (vagare) e Lust (desiderio) e si riferisce ad una impellente ed irrefrenabile voglia di viaggiare.

Questi concetti, affondano le loro radici nel Romanticismo tedesco, laddove wanderlust indicava la necessità di scoprire l’altrove.
L’obiettivo era arrivare ad un nuovo mondo esotico, declinato tramite il senso del viaggio, in una ricerca che includeva anche lo sviluppo personale.
Andare verso luoghi imprevedibili, sconosciuti e lontani, lo sappiamo, comporta sfide impensabili e necessariamente cambiamenti e crescita personale.
Se poi ci mettiamo il fatto che per i giovani, in particolar modo gli adolescenti, partire e allontanarsi, sembra a volte l’unico modo per emanciparsi e liberarsi dall’insoddisfazione domestica, possiamo comprendere come questo movimento interiore possa prendere sempre più piede fra le nuove generazioni.
In psicologia si parla addirittura di sindrome di Wanderlust, quando l’assenza di viaggio o di movimento verso qualcosa di Altro, assume addirittura connotazioni talmente negative da far provare alla persona malessere fisico e/o psicologico.
Perciò, se dopo un viaggio siete insoddisfatti di tornare a casa, avete perenne nostalgia delle vacanze passate e sentite di essere felici solo quando siete in movimento, forse avete un problema.
Non stiamo dicendo che per forza l’esigenza di viaggiare sia diventata per voi una “malattia”, però è di certo necessaria una riflessione approfondita sul perché vi sentite infelici nel vostro contesto di vita abituale.

Cosa significa davvero Wanderlust?

In effetti, la sola voglia di viaggiare non basta per parlare di wanderlust. Il vero significato ed il valore del viaggio, come era concepito originariamente dalla maggior parte delle persone, è andato perso.
Altrove, abbiamo parlato della differenza abissale tra turisti e viaggiatori: essere un viaggiatore non significa costosi resort all-inclusive nei Caraibi.
Se state sorseggiando un cocktail con l’ombrellino a decorazione, su una spiaggia privata di Bali, probabilmente siete in vacanza. Non che ci sia qualcosa di male, ma in tal senso parlare di wanderlust è inappropriato.
Viaggiare davvero, significa deviare dai sentieri battuti, parlare con la gente del posto ed esplorare nuovi territori. Significa tentare un’unione con i locali e aver la voglia di ripartire come una persona un po’ più consapevole e trasformata.

Differenze fra vacanze e viaggi

Ribadiamo che non c’è nulla di sbagliato nel prendere una vacanza.

Una spiaggia con acqua limpida e sistemazioni climatizzate piace a tutti.

Tuttavia, un viaggio dove ci sono bagnini e un receptionist non è di per sé una reale esperienza culturale.

Viaggiare significa soggiornare in ostelli, fare amicizia con altri viaggiatori e conoscere gli abitanti del luogo.

Se volete davvero viaggiare, dovete mangiare, bere e vivere come un locale. Camminate, pedalate, prendete i mezzi pubblici. Se volete approfondire, cliccate qui.

Il vero viaggio non è solo vedere cose nuove, ma anche vedere cose con una prospettiva nuova e rinnovata.

È anche vero che un viaggiatore autentico, avrà un impatto tanto sul posto che sta visitando, quanto quel luogo avrà effetto su di lui. 


I veri “wanderluster”

Ci sono soggetti che non riescono proprio a combattere l’impulso di salire su un aereo e vedere il mondo.
Con la loro incessante voglia di viaggiare, queste persone vanno di viaggio in viaggio, dimostrando che la dipendenza da viaggio può essere reale.
I veri wanderluster hanno un insaziabile desiderio di viaggiare.
Sia che debbano fare viaggi su strada, aereo, nave o treno, sembrano sempre in movimento.

Mentre tanti turisti, adorano visitare i principali siti e le attrazioni che le diverse città e paesi hanno da offrire, i wanderluster si divertono a passare il tempo a conoscere nuovi posti, a vedere come vivono gli abitanti di un luogo e ad apprezzare nuove esperienze.
Essere costantemente alla ricerca del nuovo, richiede un certo tipo di personalità. 
Ecco alcune qualità delle persone che possono rientrare nel concetto di wanderlust.

Coraggio

Le persone che viaggiano frequentemente sono di solito anime coraggiose sempre pronte all’avventura.
Per viaggiare da un luogo all’altro, una persona deve essere abbastanza audace da correre rischi e andare in posti senza sapere cosa potrebbe succedere.
Quindi, wanderlust riguarda personalità coraggiose. In fondo, qualunque cosa accadrà, potrà comunque essere una nuova storia interessante da condividere.

Estroversione

Coloro che hanno una propensione al viaggio, tendono ad essere estroversi e amano incontrare nuove persone.
Soprattutto quando si viaggia all’estero, visitare nuovi posti significa conoscere nuove persone, fare amicizia con la gente del posto per avere un’esperienza arricchente. 
Potrebbe sembrare difficile cercare di raggiungere persone che potrebbero apparire o comportarsi diversamente da voi, ma per un wanderluster, raggiungere e connettersi con gli altri è piuttosto semplice.

Indipendenza

Per soddisfare il loro bisogno di viaggiare, i wanderluster spesso viaggiano da soli.
Ogni anno oltre 9 milioni di donne viaggiano da sole e nell’ultimo decennio si è registrato un aumento del 134% dei viaggiatori in solitaria.
Sebbene si possa fare amicizia e conoscere altri in ogni luogo visitato, è fondamentale per loro, sentirsi a proprio agio nel viaggiare da soli e prendere decisioni di viaggio indipendenti.
Di conseguenza, i wanderluster tendono ad essere più indipendenti per natura.
Non si agitano quando devono fare una scelta all’ultimo minuto e non fanno affidamento sugli altri.  

Empatia

I wanderluster tendono ad essere più empatici della media perché devono essere in grado di connettersi e comunicare con gli altri anche se ci sono barriere linguistiche o culturali. 
Gli studi dimostrano che viaggiare aiuta anche a favorire livelli più alti di empatia.
La capacità di comprendere e connettersi con le persone, e di vedere il mondo attraverso i loro occhi, è essenziale per costruire relazioni con le persone in altri paesi, ed è per questo che la maggior parte dei wanderluster sono in grado di fare esperienze significative quando incontrano nuove persone.

Conoscenza e apertura

Spesso uno dei motivi principali per visitare nuovi posti è per avere una prospettiva e conoscere meglio una nuova cultura o un diverso modo di vivere. 
Queste persone non si accontentano delle conoscenze esterne che potrebbero avere su un luogo specifico e vogliono andare a conoscere da sole quel paese.
Sperimentare luoghi, cibi, lingue e pratiche culturali diversi richiede apertura e capacità di apprendimento.

Flessibilità

Chiunque abbia mai viaggiato per lavoro o per vacanza sa che le cose non vanno mai come previsto. Ciò è particolarmente vero per le persone che viaggiano sempre.
Più si viaggia, più si impara la flessibilità.
Quando un volo è in ritardo, o c’è un problema con l’alloggio, i wanderluster sono in grado di trovare un piano b e sfruttare al meglio il loro viaggio.
Speriamo che questo articolo Wanderlust: la sindrome di chi ama viaggiare, vi abbia aiutato a capire un po’ meglio a quale tipologia appartenete.
Che sia vacanza o avventura, buone esperienze di viaggio a tutti!
Marzia Parmigiani
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2 pensieri su “Wanderlust: la sindrome di chi ama viaggiare

  1. Monica dice:

    A me piace davvero tanto, entrare il più possibile nelle abitudini di vita del luogo in cui sono. Non so se soffro di wanderlust, ma viaggiare è una delle cose che mi fa sentire viva!

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