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Nagoshi no Harae Giappone.
Nagoshi no Harae Giappone: la cerimonia di purificazione estiva
Nel caldo soffocante dell’estate giapponese, i devoti si dirigono verso i santuari sacri per partecipare all’antico rituale di purificazione noto come Nagoshi no Harae (夏越之祓). Al centro di questa cerimonia c’è il chi no wa (茅の輪; ちのわ, letteralmente “anello d’erba”). Una cerimonia suggestiva alla quale abbiamo avuto il piacere di partecipare personalmente più volte, anche a giugno 2025 come puoi vedere nel video seguente.
Cosa è il chinowa?
Si tratta effettivamente di un grande anello intrecciato con l’erba, attraverso il quale i partecipanti passano per purificarsi da impurità, sfortune e malattie. Questa pratica, radicata nella tradizione shintoista, simboleggia il rinnovamento e la purificazione spirituale.
Quindi il chinowa è una struttura circolare avente nucleo di bambù, attorno alla quale sono collocati fili di erba argentata chigaya (miscanthus).
Il libro di William George Aston, Shinto: The Way of the Gods del 1905 descrive come in tempi remoti, fosse comune camminare attraverso il chinowa tenendo in mano foglie di canapa ed erba argentata recitando questa poesia:
“Il sesto mese
L’estate che passa
La purificazione
Chiunque lo faccia
Si dice che prolunghi la sua vita
A mille anni”.
In questo articolo scopriremo Nagoshi no Harae Giappone: la cerimonia di purificazione estiva.

Chinowa al Tsurugaoka Hachimangu di Kamakura
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Scatto personale di Elina al Tsurugaoka Hachimangu di Kamakura
Cosa è Nagoshi no Harae Giappone?
“In Giappone, i santuari ospitano tradizionalmente l’Ooharai-sai “Grande Festa della Purificazione” (大祓祭) due volte l’anno, alla fine di giugno e a dicembre (purificazione di Capodanno, toshikoshi ooharae, 年越大祓). Il termine “sai” indica una cerimonia di purificazione volta a purificare sia il corpo che la mente, dissipando ogni negatività persistente della prima metà dell’anno e introducendo un’atmosfera rinfrescata per la seconda metà. I rituali del giorno includono preghiere guidate dai sacerdoti, benedizioni e cerimonie di purificazione, tutte progettate per scacciare spiriti maligni e sfortuna, invitando fortuna e prosperità. In questa occasione, molte persone visitano i santuari per partecipare ai festeggiamenti e offrire preghiere per la pace e la buona sorte.
Tipicamente celebrato il 30 giugno di ogni anno, questo evento, noto come Nagoshi-no-Harae (夏越大祓), prevede l’usanza di passare attraverso un grande cerchio di erba (chinowa) facendo un percorso a forma di “8” come si può vedere nel nostro video.
Nagoshi no Harae è celebrato in tutto il Giappone l’ultimo giorno di giugno. Questo rituale ha un duplice scopo: decontamina i partecipanti dalle impurità e dalle cattive azioni accumulate nella prima metà dell’anno e li prepara spiritualmente per i mesi a venire. In questo periodo, un chinowa è eretto sul sentiero che conduce al santuario, spesso posizionato sotto il torii (cancello shintoista) o di fronte all’haiden (padiglione cerimoniale). Questi anelli sono costruiti in modo intricato con canne intrecciate di miscanto, a volte intrecciate con strisce di carta sacra.
Il chinowa varia nella forma nelle diverse regioni. Ad esempio, al santuario di Ogami nella prefettura di Nara, il chinowa è una struttura a triplo strato, che incorpora anelli aggiuntivi realizzati in cedro e pino. Nel venerato Izumo Taisha, il grande santuario di Izumo, il chinowa ha una forma unica a U, che consente al sacerdote di tenerlo con entrambe le mani, che poi passa sopra la testa di un devoto.

Scatto personale durante il rito di giugno
Nonostante queste variazioni, il chinowa simboleggia universalmente purificazione e protezione.
Durante la cerimonia di Nagoshi no Harae, i sacerdoti eseguono un rituale meticoloso mentre attraversano il chinowa. Si inchinano, attraversano l’anello, lo girano a sinistra, lo attraversano di nuovo, girano a destra e infine lo attraversano un’ultima volta. Si ritiene che questo movimento rituale migliori il processo di decontaminazione. Dopo i sacerdoti, i fedeli sono invitati a compiere le stesse azioni, partecipando così alla propria purificazione.
In alcuni santuari, i sacerdoti portano una scatola contenente hitogata, piccole figure di carta che rappresentano le persone. Si ritiene che questi hitogata assorbano le impurità e siano poi fatti galleggiare lungo un fiume alla fine del Nagoshi no Harae, a simboleggiare la depurazione dei peccati e delle sfortune. Questo atto non solo purifica l’individuo, ma lo ricollega anche al mondo naturale, riflettendo la profonda riverenza dello Shintoismo per la natura.

Scatto personale del rito Nagoshi no Harae.
Nagoshi no Harae Giappone: origini storiche
Le origini del Nagoshi no Harae affondano le radici in un’antica leggenda che coinvolge Susanoo no Mikoto, una divinità della mitologia Shinto. Secondo la leggenda, Susanoo, travestito da mendicante, ricevette rifugio da Somin Shorai, un uomo povero ma di buon cuore. In segno di gratitudine per la sua ospitalità, Susanoo diede a Somin un anello intrecciato con l’erba, che avrebbe protetto lui e i suoi discendenti da epidemie e disastri. Questa leggenda sottolinea i temi dell’ospitalità, della gratitudine e della protezione divina che sono centrali nel rituale Nagoshi no Harae.
Periodo Nara
La pratica del Nagoshi no Harae iniziò durante il periodo Nara (710-794) e fu celebrata sia alla corte imperiale che nei santuari shintoisti negli ultimi giorni del sesto e del dodicesimo mese del calendario lunare. Nel tempo, la cerimonia di dicembre svanì nell’oscurità, mentre la cerimonia di giugno crebbe di importanza e divenne la principale Nagoshi no Harae. Durante il periodo Muromachi (1336-1573), la guerra civile Ônin (1467-1477) portò alla cessazione temporanea del rituale. Tuttavia, rimase una pratica amata dalla popolazione generale.
Nel 1871, l’imperatore Meiji ripristinò ufficialmente la cerimonia Nagoshi no Harae presso la corte imperiale, tenutasi nei giardini del Palazzo Imperiale. Questo ripristino faceva parte di uno sforzo più ampio per far rivivere le pratiche tradizionali shintoiste e rafforzare l’identità nazionale. Nel giugno 2014, l’Agenzia della Casa Imperiale annunciò che la cerimonia, tradizionalmente riservata ai maschi adulti della famiglia imperiale, sarebbe stata estesa ai membri di sesso femminile a causa del numero limitato di eredi maschi. Questa inclusione segnò un passo significativo verso l’uguaglianza di genere nei rituali tradizionali.
Nagoshi no Harae Giappone: celebrazioni a Kyoto
Mentre Nagoshi no Harae è celebrato in tutto il Giappone, Kyoto ospita alcune delle cerimonie più rinomate ed elaborate. Il significato storico e culturale della città aggiunge un fascino unico a questi rituali.
Diversi importanti santuari di Kyoto sono particolarmente famosi per le loro celebrazioni Nagoshi no Harae
- Kitano Tenmangu: le celebrazioni a Kitano Tenmangu si svolgono dal 25 al 30 giugno, con il più grande chinowa della città, alto più di 5 metri. La grande cerimonia inizia alle 16:00 del 30 giugno, attirando grandi folle di fedeli e turisti.
- Santuario di Kifune: noto per la sua splendida cornice fluviale, la cerimonia del santuario di Kifune si svolge anche dal 25 al 30 giugno, con l’evento principale che inizia alle 15:00 del 30 giugno. Il santuario offre hitogata ai partecipanti, che sono poi fatti galleggiare lungo il fiume come parte del processo di purificazione.
- Santuario Nonomiya: questo santuario, situato nel pittoresco distretto di Arashiyama, allestisce un chinowa contro il suo raro cancello torii nero. La cerimonia al Nonomiya Shrine inizia alle 15:00 del 30 giugno, offrendo un’esperienza di purificazione serena e intima.
- Kamigamo Shrine: uno dei più antichi santuari di Kyoto, il Kamigamo Shrine conduce il suo rituale chinowa a partire dalle 10:00 del 30 giugno. Oltre alle attività chinowa, il santuario distribuisce hitogata, che sono fatti galleggiare lungo il fiume alle 20:00, creando uno spettacolo visivamente sbalorditivo e spiritualmente edificante.
Partecipare a una cerimonia Nagoshi no Harae a Kyoto è anche un’opportunità per concedersi le tradizioni culinarie locali. Una di queste prelibatezze è il minazuki, un tipo di torta al vapore guarnita con fagioli azuki, che si ritiene tenga lontani gli spiriti maligni. Il nome è lo stesso dell’antico nome del mese di giugno in Giappone. Questi dolci triangolari sono una delizia stagionale a Kyoto e una parte integrante dei rituali di purificazione, aggiungendo una nota dolce all’esperienza spirituale.

Minazuki
Nagoshi no Harae Giappone: conclusioni
Nagoshi no Harae è un importante rituale di purificazione shintoista condotto intorno al 30 giugno in numerosi santuari in tutto il Giappone. Questa cerimonia consente agli individui di purificarsi dalle cattive azioni e dalle impurità accumulate nella prima metà dell’anno e di pregare per una seconda metà sana e prospera. Le profonde radici storiche del rituale, il significato culturale e il ricco arazzo di leggende associate lo rendono un aspetto affascinante della vita spirituale giapponese.
Kyoto, con il suo ricco patrimonio e i suoi grandi santuari, offre alcune delle cerimonie Nagoshi no Harae più elaborate e accattivanti. Che si tratti dell’imponente chinowa a Kitano Tenmangu, dei sereni rituali lungo il fiume al santuario di Kifune, dell’intima cornice del santuario di Nonomiya o delle antiche tradizioni al santuario di Kamigamo, ognuno offre uno scorcio unico di questa pratica duratura. Partecipare a questi rituali non solo offre una purificazione spirituale, ma anche un profondo legame con l’eredità culturale e storica del Giappone.
Il Nagoshi no Harae è più di un semplice rituale; è una profonda espressione di gratitudine, purificazione e speranza. Incarna l’essenza dello Shintoismo, con la sua enfasi sull’armonia con la natura, il rispetto per la tradizione e la ricerca perpetua della purezza spirituale. Come tale, rimane una tradizione amata e vitale nella cultura giapponese, celebrata con riverenza e gioia in tutta la nazione.

Marzia Parmigiani è Psicologa clinica iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna (n. 5657), copywriter freelance e co-fondatrice del progetto Traveltherapists.
Si occupa di benessere psicologico, travel therapy, psicologia del viaggio, cultura giapponese e strategie digitali. Scrive contenuti SEO e accompagna viaggiatori in Giappone come guida sul territorio.
Divulgatrice di approfondimenti storico-culturali sul Regno di Ryūkyū, è esperta di turismo slow e turismo di lusso a Okinawa, dove realizza reportage e itinerari nati da viaggi ricorrenti e da una conoscenza diretta delle isole del sud del Giappone. Tra i suoi articoli di riferimento, la Guida a Okinawa: cosa sapere prima di partire è oggi uno dei contenuti più completi disponibili online in lingua italiana.
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